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Da la storia del Tiro a Volo della Fitav
Nella
seconda metà dell'800, infatti, gli statunitensi attribuirono
un impiego diverso alle palle di vetro ornamento degli abeti natalizi
ideando un gioco di abilità che consisteva nel colpire
queste palle che venivano lanciate in aria da apposite macchine
chiamate balltraps. Questo "passatempo" divenne in breve
un esercizio popolarissimo in America mentre in Europa non trovò
molto entusiasmo in quanto considerato divertente, ma poco impegnativo.
Diversamente fu accolta nel 1880 la proposta, sempre di marca
statunitense, di un bersaglio mobile in argilla a forma di disco.
Il bersaglio si diffuse molto nei paesi anglosassoni con il nome
di clay-bird (uccello d'argilla), quindi come pigeon d'argile
(piccione d'argilla) in Francia ed infine in Italia e Spagna dove
il dischetto fu ribattezzato piattello.
L'effetto Olimpiadi (il tiro a piattello specialità Trap
o Fossa Universale fu ammesso come sport facoltativo ai Giochi
di Parigi del 1900) giovò senz'altro alla promozione internazionale
della disciplina.
Nel 1926 un appassionato industriale del settore, Ettore Stacchini,
fondò la Federazione Italiana Tiro al Piccione d'Argilla
(FITPA) che riuscì a riunire 30 società di tutte
le regioni italiane. L'anno successivo la FITPA si trasformò
in FITAV (Federazione Italiana Tiro a Volo) ed entrò a
far parte del CONI con 151 società e 916 tiratori, sotto
la guida del suo fondatore che ne divenne il primo Presidente.
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