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Stralci dalla storia delle armi di Edoardo
Mori.
Nell'evoluzione dell'uomo l'arma ha rappresentato lo strumento
per eccellenza; la necessità di difendersi e di cacciare
trasformò lentamente l'ominide in un essere che poteva
afferrare oggetti, usarli per percuotere, scagliarli, che doveva
procedere eretto per poter usare gli arti anteriori
per questi movimenti. Nel corso di millenni si perfezionarono
amigdale, asce, lance, finché nel paleolitico vi fu la
prima invenzione "meccanica": l'arco che sfruttava l'elasticità
del legno per lanciare la freccia. Durante altri millenni il progresso
fu limitato al miglioramento dei materiali usati per costruire
le armi, ma, in effetti, l'unica vera nuova invenzione si ebbe
in una fase avanzata della nostra civiltà, con la costruzione
di macchine da guerra ad opera dei romani, quali la catapulta
e la balista, da cui nel medioevo deriverà la balestra.
La vera rivoluzione tecnologica nelle armi si ebbe però
attorno al 1250 quando gli alchimisti pervennero,
con tutta verosimiglianza in Germania, a scoprire le giuste proporzioni
con cuimescolare salnitro purificato, carbone polverizzato e zolfo,
per ottenere la polvere da sparo opolvere nera. E' questione del
tutto oziosa il cercare di individuare un inventore della polvere
da sparo. Per questa invenzione, come per altre importantissime,
quale l'elettricità, vale la regola secondo cui non vi
sono mai invenzioni subitanee, ma solo delle idee, delle intuizioni
di più persone che vengono affinate con un continuo lavoro
di decenni, da parte di infiniti altri soggetti. Già 75
anni dopo i cannoni iniziano a far la loro comparsa nelle cronache
(Cividale del Friuli, 1331), seguiti, dopo alcuni decenni, dalla
prima arma portatile, lo schioppo (1364, in una cronaca della
città di Perugia).
Le prime armi da sparo sono ad avancarica e sono costituite, in
sostanza, da un tubo (canna) chiuso
ad un'estremità da un tappo (vitone); dalla bocca la polvere
veniva versata nella canna e pressata con uno stoppaccio entro
l'estremità chiusa (la culatta); sopra lo stoppaccio veniva
poi introdotta la palla; la polvere veniva accesa accostando una
miccia ad un piccolo foro nella parte posteriore (il focone).
Nelle armi portatili la canna è inserita in un supporto
di legno detto cassa in cui si distinguono il calcio e l'impugnatura,
dal fusto che è la parte che sorregge la canna. In un primo
modello (il petrinale) l'arma era tutta di metallo e veniva appoggiata
al petto. Contemporanemente però si cerca di semplificare
il caricamento mediante una camera posteriore mobile (masculo)
in cui vengono sistemate la polvere e la palla. Il masculo viene
poi sistemato e fissato alla parte posteriore della canna con
cunei. Compaiono anche le prime armi in grado sparare più
colpi in rapida successione (ribauldequin). - Testo
intregale
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